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IL PRESEPE ci ricorda che “Dio è con noi” PDF Stampa E-mail
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Domenica 19 Novembre 2017 22:25
A ntichi e moderni, grandi e piccoli, alcuni tanto rand da riempire una stanza e altri minuscoli, da starci in una lampadina, preziosamente intagliati, rivestiti di vesti sontuose o in materiale semplice, di carta o di plastica, con ambientazione classica o moderna, di cristallo o di metallo... è la varietà dei presepi che piano piano sorgono nelle nostre case, negli angoli più disparati e, talvolta, più impensabili delle nostre dimore. Passata la moda di allestire il presepe nello scheletro del televisore (anche perché non ci sono più i TV color di una volta), si vedono location altrettanto fantasiose o simboliche, come sopra a una Bibbia aperta o a fianco di una lucerna... Credo che l’essenziale sia che il Presepe venga allestito in ogni casa, per ricordare a tutti la vicinanza di Dio in Gesù bambino. 
Non importa il materiale o l’ambientazione: è importante dedicare spazio e tempo a questa piccola “sacra rappresentazione” che ogni anno viene allestita nelle nostre case. Per fare il Presepe occorre anzitutto fare spazio: bisogna individuare l’angolo dove costruirlo e liberarlo da ciò che abitualmente vi si trova: libri, stoviglie, soprammobili che per un mese o poco più dovranno essere collocati altrove. L’allestimento chiede anche un certo tempo, anche quando il presepe non è molto elaborato: nella costruzione dell’ambientazione spesso si tira fuori tutta la verve artistica di cui siamo capaci, e per fare tutto ciò occorre spesso molto più tempo di quello che si era preventivato. Inoltre, l’allestimento del presepe è un lavoro povero, perché, a parte l’eventuale investimento iniziale, si cerca di riutilizzare ciò che si è accuratamente riposto l’anno prima e di introdurre alcune piccole migliorie con l’utilizzo inedito dei materiali più disparati, spesso “di recupero”... Credo che l’allestimento del Presepe sia un passo fondamentale nella preparazione del Natale. Anzitutto perché focalizza la nostra attenzione su quello che è il Natale: la memoria della nascita di Gesù ,che nel Presepe viene rappresentata plasticamente. In secondo luogo perché il Mistero del Natale che si avvicina chiede a ciascuno di fare spazio a Cristo, togliendo di mezzo ciò che nella nostra vita non è essenziale per fare posto a Gesù che viene. In terzo luogo, la venuta di Cristo ci chiede di dedicargli del tempo significativo, per costruire ma anche per contemplare la venuta di Gesù: chi di noi almeno una volta nella vita non si è fermato a guadare, con rinnovato stupore, le statuine del presepe illuminate dalla luce intermittente e respirando quel profumo di antico che viene conservato e alimentato di anno in anno? Davanti al Presepe tutti ritorniamo bambini, e il ricordo dei momenti più felici fa capolino nella nostra mente, facendo sgorgare una lacrima accompagnata dal desiderio di rivivere gesti e sentimenti di un tempo... Il presepe è infine un’opera per poveri e per semplici: i presepi più belli sono quelli che i bambini possono “vivere”, spostando le statuine qua e là... e mettendole a dormire alla sera! Il presepe non dev’essere solo un modo per addobbare la casa o per illuminare in modo caratteristico un locale, ma deve diventare un luogo di sosta in questo mese, grazie al quale facciamo spazio e diamo tempo a Gesù di parlarci e di muovere il nostro cuore verso il suo. La tradizione ortodossa dedica un angolo della casa alle icone di famiglia: almeno nel tempo di Natale sia il Presepe l’”angolo bello” di casa nostra, una finestra attraverso cui il Cielo guarda la terra. Andando in Polonia alcuni anni fa – era il 2009 –a seguito del Pellegrinaggio di Fiducia della Comunità di Taizé a Poznan, ero rimasto stupito dagli enormi presepi allestiti nelle chiese: occupano tutto il presbiterio, addirittura su diversi livelli, e per andare dalla sacrestia all’altare occorre fare lo slalom tra le pecore... per noi è forse un po’ esagerato, ma ricorda a tutti che nella Messa avviene lo stesso miracolo della notte di Natale: la discesa del Figlio di Dio sulla Terra: per questo San Francesco ha organizzato il primo presepe vivente proprio durante la celebrazione della Messa di Mezzanotte. Il nostro Presepe domestico riaccenda nel nostro cuore il desiderio di incontrare Gesù ogni domenica nell’Eucaristia che ci viene donata, e la nostra vita diventi il luogo dell’accoglienza di Cristo. Come si è “accontentato” di una mangiatoia, saprà anche “accontentarsi” del nostro cuore e renderlo sua sontuosa dimora.
don Carlo, don Clément le Suore

 

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