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Storia: Finalmente un Coadiutore PDF Stampa
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Domenica 01 Settembre 2002 01:00

Possiamo dirlo? Certo finalmente dopo tanti anni anche la Parrocchia S. Francesco ha il suo coadiutore, una presenza fissa per l'oratorio e non solo. Ufficialmente questo avviene dal 1 Settembre 2001 quando Msg. Monticelli rende concreta la possibilità di concludere l'esperienza del coadiutore interparrochiale e di donare un prete novello don Diego Crivelli alla parrocchia S. Bernardo (Barbaiana) e spostare don Fabrizio Castiglioni nella Parrocchia di S. Francesco. Così dopo tanti "passaggi" di seminaristi e diaconi finalmente una presenza stabile che non deve ricominciare ogni anno ma che può garantire una continuità.
Iniziare in una parrocchia dove non c'è mai stato un coadiutore non è facile perché ci sono spazi da creare, tempi da rispettare, riferimenti da trovare, ruoli da definire e una tradizione da consolidare.
Cosa ho trovato: sicuramente una comunità molto vivace, entusiasta che sa il fatto suo dove sono stato accolto bene, certo di sorprese non potevano esserci perché in due anni ci siamo conosciuti un po' e ho voluto passare questo primo anno guardandomi attorno cercando di capire qualcosa soprattutto conoscendo per nome i ragazzi e quelli che frequentano l'oratorio o il catechismo.
L'impegno primario è quello di essere al servizio dei ragazzi e del mondo giovanile cercando di trasmettere Gesù, la sua vita il suo modo di stare con gli altri, di affrontare i problemi, la vita, le gioie, le delusioni cercando di superare i particolarismi, le simpatie i piccoli gruppi e le varie resistenze che si creano, cercando di avere una visione più ampia delle cose per poter ritrovare la strada per ricominciare e continuare.
Non è facile e queste cose non si avverano per uno schioccare di dita, ma dopo un cammino fatto di esperienze di vita vissuta rispettando anche il tempo degli altri, ma soprattutto confidando nella misericordia di Dio e avendo uno sguardo sereno sulla vita che viene dal conoscere la Parola di Dio e la storia dei personaggi che la animano perché è anche la nostra storia.
Quello che mi sembra importante è l'essere consapevoli che stiamo camminando nella stessa chiesa e che in ogni attività è importante stimarci a vicenda consapevoli che insieme completiamo il mosaico che Dio ci chiede di costruire in questa comunità. Allora il nostro compito è quello di vigilare sull'unità anche se ci sono tante diversità e tanti ruoli ma lo spirito e l'amore di Gesù tengono insieme i tasselli del mosaico, basta crederci.
Ecco allora l'impegno e l'attenzione per i più piccoli sono il nostro futuro e sicuramente sono quelli che chiedono di investire con gratuità su di loro attraverso giovani o adulti che si prendono carico la loro formazione e educazione alla fede attraverso le svariate possibilità che un oratorio può inventare. In questi giorni meditavo su una parabola che tutti conosciamo quella del granellino di senape che diventa un albero e che riflette la crescita della fede a livello personale ma anche comunitario.
Passa molto tempo senza che noi avvertiamo alcun cambiamento per opera della fede. Ma tutt'a un tratto diventiamo un albero al quale gli altri possono appoggiarsi e alla cui ombra ripararsi e le persone che si trovano bene vicino a noi vogliono prendere dimora tra i nostri rami.
Oppure per lunghi periodi ci sembra che le celebrazioni e le prediche e tutte le iniziative pastorali non producano alcun effetto. E poi tutt'a un tratto la parrocchia diventa un albero. I frequentatori si lasciano rivestire da esso. Prendono dimora all'ombra della comunità, si appoggiano al suo albero e tra quei rami si sentono vivi e contenti. Gesù vuole darci la speranza che anche intorno a noi fiorirà quest'albero, alla cui ombra molti si sentono protetti.
Vivere con questo pensiero mi aiuta molto ad affrontare le varie giornate che passano e ringrazio Dio per l'invenzione del tempo che ci fa sempre andare avanti e vedere cose nuove e allora non guardiamo "troppo" indietro ma andiamo avanti costruendo quello che Dio vorrà con la gioia di essere Cristiani e cercando di donare questa gioia a chi incontriamo.
E' solo l'inizio: forza giovani, mamme e papà, diamoci dentro per il nostro oratorio sentiamolo "nostro" come
qualcosa di caro che ci è stato consegnato e che noi consegneremo alle nuove generazioni Come???

Con Affetto e stima, Don Fabrizio

 

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