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Storia: Venticinque anni di Catechesi PDF Stampa
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Martedì 01 Ottobre 2002 01:00

Molte cose della vita parrocchiale potrebbero venir meno, molte altre potrebbero essere sostituite, ma non la Catechesi:  Questa infatti è direttamente collegata con l'imperativo di Gesù: "Andate e annunziate a tutti il mio vangelo". Dare uno sguardo retrospettivo a questi venticinque anni di catechesi, non è facile, anche se certamente molto utile per conoscere il cammino che una comunità ha fatto.

Da sempre, da quando Don Giuseppe è venuto nella nostra frazione, prima ancora che diventasse parrocchia la formazione cristiana è stata una delle sue principali preoccupazioni e la catechesi occupava sicuramente il primo posto. Ricordo che uno dei suoi primi suggerimenti fu di mandare i giovani a raccogliere i ragazzi che abitavano lontani per portarli in parrocchia e fare ascoltare loro la parola del Signore.
Ed ecco il pulmino che, nel primo pomeriggio della domenica sfrecciava per le vie della nostra frazione e raggiungeva quelle case che una volta erano ancor più isolate di adesso: pensiamo ad esempio al Rione Valsugana. E di nuovo verso sera eccolo di nuovo pieno di ragazzi che raggiungevano le loro famiglie. E quando non era possibile avere i catechisti in parrocchia allora si portavano i ragazzi in casa delle catechiste. Anticipando così lo spirito del Concilio che invitava le famiglie a vivere la realtà di piccola chiesa domestica. E come ogni padre responsabile e attento al bisogno dei figli, don Giuseppe non si dava mai per soddisfatto: quante sere abbiamo passato con lui a pensare e ripensare come si poteva fare per coinvolgere in modo sempre più convincente i parrocchiani.
Diede il via ai "corsi" sulla bibbia, per gli adulti, chiamò sacerdoti e laici a tenere incontri che aiutassero a tradurre la parola nel quotidiano della vita, iniziò gli incontri per preparare i catechisti. "Fare Catechismo", una parola che evoca fastidio, fatica, un passaggio obbligato per i sacramenti, un impegno da finire al più presto, una cosa per bambini e al massimo per gli adolescenti. .. Come fare perché i ragazzi e non solo loro potessero invece ascoltare e conoscere quel Gesù che aveva entusiasmato le folle?
Questa era la preoccupazione costante! Allora si pensò di portare il "catechismo alla domenica mattina"; così si sarebbe sottolineata l'importanza della domenica, come giorno da dedicare al Signore e poi per dare a tutti la possibilità di esserci, ragazzi e genitori, i quali durante la settimana, per diversi impegni, spesso non potevano garantire la presenza.
Si cercò di trasformare la "lezione" di catechismo in "esperienza di cose fatte e vissute assieme". Ciò che ci guidava era l'attenzione alla persona più che al programma: che i ragazzi fossero contenti di "andare al Catechismo". Un'attenzione privilegiata l'abbiamo avuta verso la Famiglia del "catechizzando", tanto che anche la S. Messa delle 9,30 non fu più tanto la Messa dei ragazzi, ma della Famiglia. Genitori e figli insieme! I catechisti che accoglievano le famiglie e i ragazzi sulla porta della chiesa volevano esprimere la gioia di un incontro e il calore di un'accoglienza.
L'animazione della Messa veniva fatta a turno dai ragazzi stessi preparati dalle loro catechiste, I gesti da compiere venivano pensati e inventati per aiutare i ragazzi a legare il Catechismo alla Messa e questa alla vita. Ancora adesso capita che quei ragazzi/e, ora padri e madri di famiglia, incontrandomi ricordino con piacere le messe e le iniziative pensate per loro durante i momenti forti dell'anno liturgico.

Si tentava, si rinnovava! Si arrivò a coinvolgere direttamente i genitori perché diventassero loro stessi i Catechisti per i loro figli, attuando una scuola per genitori. Quanti anche di voi che leggete queste righe si ritroveranno nelle cose ricordate. Non possiamo passare sotto silenzio
l'immenso bene fatto dai Catechisti e dalle Catechiste che spesso hanno tolto tempo alla loro famiglia per dedicarsi a questo compito.
Quando si guarda al passato lo si deve fare solo per vivere bene il presente e per preparare un futuro migliore. Per questo ricordando i tanti ragazzi e i tanti genitori incontrati (circa duecento ogni anno) non possiamo non provare il forte timore di essere stati inadeguati ad un compito così importante. Ma proviamo anche tanta gioia nel pensare che a molti è stata data una grossa occasione per conoscere il Signore.

Ed è più che doveroso ringraziare soprattutto i genitori che, in questi venticinque anni, dandoci fiducia si sono impegnati accanto ai loro figli e ai catechisti: Un grosso ringraziamento va anche ai catechisti e alle catechiste che a volte con fatica, ma con altrettanta generosità non si sono mai tirate indietro nel coltivare iniziative e proposte nuove. A questo punto sarebbe bello ricordare l'elenco delle tante persone che si sono rese disponibili a questo compito: e alcuni sono già nella pace del Signore, ma preferiamo che ognuno di essi rimanga nel cuore di Dio: "i vostri nomi sono scritti in cielo", Gli anni passano, i pensieri mutano, anche i cuori cambiano, ma il bene compiuto, quello non passa mai, l'ha detto il Signore!

Certo, vorremmo avere visto una maggiore continuazione nella vita parrocchiale dei Catechizzati, ma anche questo è racchiuso nel mistero della salvezza. Il Signore, che archivia tutto, sa meglio di tutti noi, quello che è stato fatto e perché molti non continuano.
A lui lasciamo pertanto di valutare il nostro operato e di continuare a dare alla nostra Parrocchia lo stesso spirito di sempre:

Continuare ad impegnarsi perché il Signore sia conosciuto sempre meglio, amato e sperimentato in una comunità calda e accogliente.

Mario

 

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