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Storia: Nascita della Caritas Parrocchiale PDF Stampa
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Domenica 01 Settembre 2002 01:00

Prendo coraggio dal Vangelo di Luca, cap. 10, versetto 33, nel racconto del Buon Samaritano la parola chiave è: "Il Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto lo vide ed ebbe compassione".
Gli passa accanto, non lo schiva, lo vede, nel senso del "vedere" biblico che significa accorgersi, conoscere, capire, valutare, e soprattutto ne ha compassione, cioè lascia parlare l'intimo del suo cuore, lascia emergere il vivo del suo essere, nel quale si manifesta Dio-amore.
Ne nasce, allora, quel vedere, quell' avere compassione, in cui tutto l'uomo si esprime in maniera giusta e autentica, anche rispetto al fratello in difficoltà.

Nel 1978 alcuni rappresentanti del decanato di Rho, ci hanno contattato per parlare della formazione del Gruppo Caritas Parrocchiale. Ricordo in modo particolare una delle rappre¬sentanti: Cecilia Rigo, che ci ha esortati a frequentare il Corso di Formazione.
Con l'incoraggiamento di Don Giuseppe abbiamo aderito a questo corso: la sottoscritta M. Caterina Danelli, Orietta Pellegrini, Fabio Campana, Nadia Campana, Adriele Razzoli, Natale Rampolli, Luigi Vallotto, Maria Troccoli e Maria Sfatriani.
AI termine del corso, ci siamo costituiti come "Gruppo Caritas Parrocchiale" e con l'aiuto del Signore e l'impegno di Fabio Campana, ci sono stati dati dei locali nel vecchio cortile di Via Pagliera "ad uso gratuito" (poiché nel 1978 la nostra chiesa era l'attuale salone del teatro, e non possedevamo altri spazi).
Abbiamo imbiancato le pareti, messi i tendaggi ed il nostro Cirillo Corvi ci ha costruito un mega tavolo bianco. Abbiamo rimediato alcuni mobili grazie anche al nostro Luigi Giudici, così avevamo una sede per gli incontri. In questa sede, oltre ad incontrarci a cadenza mensile, con la partecipazione di Don Giuseppe abbiamo aperto una volta alla settimana un "Centro di Ascolto", con l'arrivo di Livia Vanzulli, abbiamo dato inizio ad un servizio per l' espletamento delle pratiche pensionistiche, in collaborazione con le ACLI di Legnano.

In seguito sono entrati a far parte del gruppo: Gabriele Tagliaferro e Renzo Pelingotti, Arturo Pellizzari, Giuseppina Pigozzo, ricordo con tanta stima l'amore e la disponibilità del nostro defunto Giovanni Vitali, che metteva a disposizione le sue autovetture per accompa¬gnare le persone ammalate, anziane o in difficoltà per analisi o terapie presso enti ospedalieri.
Da una ricerca dei bisogni sul territorio è emersa la primaria necessità di aiutare le persone anziane, sole o ammalate. Nel mese di giugno, con i nostri anziani andavamo in pellegrinag¬gio in vari Santuari Mariani, e dopo, c' era un momento gioioso di incontro con dolci, panini e bevande.

Il sabato precedente al Santo Natale ci trovavamo insieme per lo scambio di auguri. Abbiamo sensibilizzato i nostri ragazzi, adolescenti, accompagnati dai giovani a visitare la "Casa di Riposo Perini"; periodicamente alla domenica pomeriggio si alternavano con altri gruppi per l'animazione agli anziani.
Per la raccolta diocesana degli indumenti usati, proposta dal nostro Cardo Martini nel mese di maggio, abbiamo coinvolto i giovani a ritirare gli indumenti stessi nelle varie vie delle nostre frazioni.
A proposito di giovani abbiamo sostenuto e incoraggiato le scuole socio politiche, tanto che, attualmente, alcuni nostri giovani sono in consiglio comunale con uno spirito cristiano ed uno spirito di servizio. Sono stati tenuti alcuni corsi di formazione A VULSS a Rho, ed alcuni nostri parrocchiani hanno aderito, sia per il volontariato a domicilio che in ospedale.

Una delle prime "Giornate della Carità" si è tenuta il 23-5-1982, con il seguente motto: "Non il molto di pochi ma il poco di molti, realizza una comunità caritatevole". Concludendo con la frase scritta sulla parete sinistra dell' altare, entrando dalla ex chiesa: "Alla sera della vita, ciò che conta è aver amato".

Caterina

La Caritas Italiana venne costituita da Paolo VI nel 1971, dopo la cessazione nel 1968 della POA (Pontificia opera di assistenza). Il Sinodo 47° propone la "carta pastorale delle Caritas Italiane", e dice: "In ogni parrocchia il parroco istituisca la Caritas parrocchiale.
I suoi compiti principali sono: sensibilizzare tutta la comunità alla pratica della carità; individuare percorsi formativi sulla carità in sintonia con il progetto educativo complessivo della parrocchia ed in collaborazione con la commissione catechistica e liturgica; coordinare le diverse iniziative caritative della parrocchia; la Caritas parrocchiale pur non identificandosi con tali iniziative, ne promuove la nascita e ne accompagna l'attività, in modo che tutta la comunità sia impegnata nell'opera concreta della carità".

In particolare come Caritas parrocchiale di San Francesco cerchiamo di aiutare gli anziani tramite un'assistenza, quanto più possibile familiare, soprattutto se gli anziani si trovano in situazioni di malattia e perciò sono particolarmente bisognosi di assistenza o solo di compagnia. Naturalmente li accompagniamo a visite mediche, anche mediante automezzi, e ci sforziamo di fornire loro ciò di cui hanno bisogno. Inoltre proponiamo vari momenti liturgici e di svago dedicati a loro.

Il giorno 15.12.96 ebbe luogo la "Festa degli anziani". Nel pomeriggio vi fu un momento di preghiera in chiesa, poi rinfresco con tombolata nel salone sotto la chiesa.In Dicembre, prima di Natale, la Caritas visita a domicilio gli anziani impossibilitati ad uscire portando loro anche un piccolo pensiero, che ci si sforza di variare di anno in anno.

Concludo dicendo che non potremo "fare Caritas", non potremo lavorare per un chiesa che abbia il volto della carità del Padre verso ogni creatura, se non coltiveremo una spiritualità della povertà e dell'essenzialità evangelica, della condivisione e dell'accoglienza.

Giovanna

 

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