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Storia: Intervento di Don Giuseppe sulla nascita della nostra Parrocchia PDF Stampa
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Domenica 01 Settembre 2002 01:00

Dopo tanta attesa, ormai è giunto il momento definitivo della erezione delle nostre frazioni a Parrocchia. Il nostro Cardinale ha deciso, sentito il parere del nostro Parroco di Lainate di staccare dal centro le frazioni che in questi ultimi anni hanno avuto uno sviluppo notevole.
Le pratiche, assai lunghe e laboriose, ormai hanno percorso il loro iter e sono in via di definizione. Ma a noi deve interessare la sostanza più che la formalità; costituire una parrocchia non è una pratica burocratica, ma un rendere presente e visibile la "Chiesa" in un determinato territorio della Diocesi sotto la guida del parroco che rappresenta il Vescovo. Perciò dobbiamo riflettere sul significato di questa realtà per poterla vivere in pienezza e con consapevolezza.
Ma ritengo opportuno partire a monte: non è possibile capire che cosa sia la Parrocchia se non si comprende la Chiesa e la sua missione nel mondo. La Chiesa, secondo una espressiva definizione del Concilio Vaticano II è il "Popolo di Dio" in cammino.
E' innanzi tutto un popolo "sacerdotale" per il Sacerdozio ricevuto nel battesimo, come afferma San Pietro nelle sue lettere. La parola "Sacerdotale"nel Nuovo testamento non è mai riferita in esclusiva ai membri del clero, ma a tutto il popolo di Dio, cioè ai battezzati, per cui la Chiesa è fondamentalmente un popolo.

Di quel che la Chiesa fa siano tutti responsabili, corresponsabili. Dio "volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legane tra loro, ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse nella verità e fedelmente lo servisse"; (Concilio Vaticano Il). Il popolo di Dio ha Cristo come capo perché Cristo l' ha "acquistato col suo sangue" e l' ha riempito del suo spirito.
Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace e ne ha costituito la Chiesa, perché sia per tutti e per i singoli segno visibile garanzia di salvezza.

Cristo invia gli apostoli e a Pietro e agli apostoli affida i tesori della nuova Alleanza per costituire l'unità del suo popolo. Il Papa e i Vescovi hanno quindi per volontà di Cristo, il compito di Pastori e di guide, di maestri nel popolo di Dio: sono il punto di riferimento per genuinità della Fede.
Quindi non come 'dominatori', come 'potenti' ma come servitori. Il Concilio presentando la Chiesa fin dall'inizio come 'Popolo di Dio' si è posto al di là di ogni pur riconosciuta distinzione tra gerarchia (Papa e Vescovi) e laicato (semplici battezzati). Tutti i fedeli di questo popolo hanno funzioni diverse, ma non per prevalere gli uni su gli altri. Questo principio non permette strutture paternalistiche e gesti che sembrano segnare una divisione del popolo di Dio in due classi.
Nella Chiesa anche il Papa, il Vescovo, il Sacerdote restano con gli altri fratelli: ricordiamo l'efficace espressione di S. Agostino: "Il Vescovo è fratello con Voi e per voi è Vescovo", Tutti i Cristiani hanno pari dignità nella Chiesa. L'uguaglianza profonda di tutti è prioritaria. Non vi è un superbattesimo, non vi sono caste non vi sono privilegi. Il battesimo ci introduce nella Chiesa; gli altri sacramenti ci vengono elargiti come doni da essa.
E' a partire dal primo sacramento che si sviluppano le varie vocazioni, i doni, e le diverse funzioni nel popolo di Dio. Questa fede proclamiamo quando durante la Messa professiamo il Credo: "Credo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica...". La Chiesa Universale è costituita, o meglio si realizza nelle Chiese particolari, nelle Diocesi.

Il Vescovo è soprattutto il Pontefice del suo popolo, il centro spirituale della Diocesi (Chiesa locale), la sorgente ed il diffusore della santificazione dei fedeli uniti a lui, il centro propulsore della vita morale e religiosa del gregge a lui affidato. La Diocesi non è un fenomeno puramente giuri dico e organizzativo, ma innanzitutto una cellula in cui si realizza il mistero di tutta la Chiesa. La Chiesa Locale non è solo una "parte della" Chiesa Universale, ma prima di tutto e più ancora "una parte nella" Chiesa Universale. Una realizzazione concreta della Chiesa, in quanto tutti i beni di salvezza di cui la Chiesa Universale è depositaria, sono presenti e operanti nella Chiesa Particolare. Quindi anche nella nostra Chiesa Ambrosiana (Diocesi di Milano) si trova avverato e si manifesta l'intero mistero della Chiesa.
La Parrocchia, come la Diocesi, è la realizzazione concreta della Chiesa, il luogo dove il fedele entra a contatto, attraverso i sacramenti, con Cristo, e vive la sua vita di membro del corpo mistico di Cristo. La Parrocchia è la cellula della Diocesi. Afferma il Sinodo: "La Chiesa si rende visibile nella Parrocchia, comunità di fedeli viventi in un determinato territorio della Diocesi sotto la guida del parroco che rappresenta il Vescovo. La Parrocchia, piccola Chiesa, è di tutti e tutti devono mettersi al servizio degli altri. Anche se nella chiesa ci sarà sempre un momento decisionale affidato al ministero del Vescovo o del parroco suo rappresentante, questi devono formulare decisioni dopo aver dialogato e dopo aver fatto partecipare tutta la comunità alla loro maturazione. Da questo principio nasce l'urgenza dei vari organismi che in Diocesi e nelle Parrocchie coadiuvino il servizio pastorale del Vescovo o del parroco.......

Don Giuseppe Prina

 

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