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Santo Natale 2008 PDF Stampa
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Domenica 14 Dicembre 2008 23:29

Carissimi Parrocchiani,
il Santo Natale ci richiama ancora una volta che Gesù si fa uno di noi, perché vuole donarci la speranza e la pace nel cuore. In mezzo alla sofferenza, alla delusione, all'incertezza che la vita quotidiana ci riserva: Dio è la nostra speranza che non viene meno e che non delude, se a lui apriamo il nostro cuore.

Anche oggi Dio viene, nonostante la nostra indifferenza, nonostante la nostra chiusura. Viene per fare breccia nel nostro cuore e donarci tutta la sua infinita bontà e misericordia. Viene perché cerca l'uomo peccatore affinché si converta. La speranza è che a lui apriamo il nostro cuore perché diventi questa piccola grotta di Betlemme dove Dio possa trovare un rifugio, un luogo dove stare con noi, dialogare con noi, amarci nella nostra miseria e donandoci conforto e speranza.
Dio sta bussando alla nostra porta, tocca a noi aprire il nostro cuore ed accoglierlo!  

Avremo dal 18 marzo al 29 marzo 2009 una occasione particolare per ospitare Gesù nel nostro cuore: avremo per la città di Lainate la Missione cittadina. Dio desidera parlare al nostro cuore.

Non diciamo di no e prepariamo il terreno buono perché il seme che Gesù getterà possa fruttificare 100 volte tanto e donare così il nostro piccolo contributo per annunciare il Vangelo in questo mondo che cambia. Per aiutarvi ad accogliere Gesù nel vostro cuore, vi invito a riflettere su questa pagina del poeta Tagore, un poeta indiano che con la sua poesia offre sempre al cuore umano tanta speranza:

"Ero andato mendicando d'uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando un cocchio dorato apparve in lontananza come un magnifico sogno che mi chiese chi fosse questo Re di tutti i re! Le mie speranze crebbero, e pensai che i brutti giorni fossero passati e rimasi in attesa di doni non richiesti, di ricchezze profuse da ogni parte.
Il suo cocchio si fermò vicino a me. Mi guardasti e scendesti sorridendo. Sentivo che alfine era arrivata la fortuna della mia vita. Poi, all'improvviso mi stendesti la mano chiedendo: .
Quale gesto regale fu il tuo! Stendere la mano a un mendicante per mendicare! Rimasi indeciso e confuso. Poi estrassi dalla mia bisaccia il più piccolo chicco di grano e te lo offersi. Ma quale non fu la mia sorpresa quando, finito il giorno, vuotai la mia bisaccia per terra e trovai un granellino d'oro nel mio povero mucchio! Piansi amaramente e desiderai di aver avuto il coraggio di donaro tutto quello che avevo. "

La speranza è che in noi ci sia sempre questa generosità di accogliere il fratello che bussa alla porta del nostro cuore, vedendo in lui la persona di Gesù che ci chiede di donargli il nostro cuore e la nostra capacità di mettere al primo posto la gioia dell'altro prima della nostra.

Amen, Maranàthà! Vieni Signore Gesù.   Auguri

Don Andrea e Don PierLuigi

 

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