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Storia: La benedizione del nuovo “Centro Familiare Paolo VI” PDF Stampa
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Lunedì 08 Dicembre 2008 22:55

Carissimi parrocchiani,
la festa patronale quest'anno ha segnato un punto di riferimento nella vita della nostra giovane
comunità cristiana. Vorrei esternare a tutti indistintamente il mio vivo ringraziamento per tutto ciò
che in questi anni si è potuto realizzare.
Gli errori, le indecisioni, le incoerenze possono senza dubbio venire a galla ed essere notate,
ma al di là di tutto ciò ci deve essere in tutti la coscienza e la soddisfazione di aver dato alla
comunità, con l'aiuto del Signore, una struttura, anche se minima, per la sua crescita umana e
cristiana. La partecipazione è stata veramente massiccia e molti hanno dato il loro generoso
apporto.

In altra parte del giornale potrete costatare che anche economicamente la festa ci ha permesso
di tirare un lungo respiro e di venire incontro alle grosse spese che abbiamo affrontato.
La gioia è stata grande anche per la presenza in mezzo a noi di Sua Ecc. Mons. ATTILIO
NICORA, Vescovo Ausiliare di Milano che in rappresentanza del nostro nuovo Arcivescovo ha
benedetto le nuove strutture e ci ha fatto toccare con mano come la nostra comunità non sia
dimenticata da chi ci è pastore e guida nella fede.

Il mio ricordo ritorna al 28 Settembre 1978 giorno in cui il primo colpo di pala dava inizio a lavori.
Quanta trepidazione, quanta ... paura!
Dopo due anni il 4 ottobre 1980, festa del nostro patrono, S.Francesco, abbiamo inaugurato nel
ricordo e nel nome di persone a noi tanto care, le opere parrocchiali:
PAOLO VI: il papa della famiglia, dei giovani, del rinnovamento della vita cristiana nella fedeltà
al Concilio.
GIANNA CORVI: una delle nostre mamme che avremo sempre nel cuore come esempio di
fedeltà e di generosità.
MASSIMO CRIBIU': un giovane che sarà di richiamo a tutti i nostri ragazzi e giovani ad un amor
sincero verso i più deboli e i sofferenti.

Come posso esternare i miei sentimenti con il semplice tratto di penna? Come posso dimostrare
la mia riconoscenza a tutti coloro che hanno pagato e sofferto (e pagano e soffrono) perché
questo luogo non offra solo svago ma offra la possibilità di una vera crescita cristiana?
Prima d'oggi non mi ero mai assunto una responsabilità così grande: da ciò nasceva la
trepidazione e la paura di cui parlavo,
Ma devo riconoscere che questa esperienza non è stata utile solo a me ma a tanti. Per prima
cosa ha offerto l'occasione, a chi ha voluto condividere preoccupazioni e speranze, di conoscersi,
di amalgamarsi ed ora posso ringraziare queste persone di essermi state vicine e di non
avermi lasciato solo in situazioni in cui l'inesperienza avrebbe potuto giocare in mio sfavore e a
sfavore dell'intera comunità.

So quanta fatica costa il chiedere; ma in definitiva hanno steso la mano per tutta la comunità e in
primo luogo per i ragazzi, per i più piccoli. quindi per il Signore.
E il Signore ha promesso il centuplo su questa terra e la vita eterna.
... E a tutti: riprendiamo il nostro posto con tanto coraggio e buona volontà.

Don Giuseppe

 

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